‘Variations’ da ‘Silenzio’ di John Cage

22 Lug

A proposito di Fontana Re-mix, La Casa dei SogniCombinazioni, ispirati a musiche e pensieri di John Cage.

I
Non ottieni nulla scrivendo un brano musicale.
Non ottieni nulla ascoltando un brano musicale.
Non ottieni nulla suonando un brano musicale.
Ora le nostre orecchie si trovano in una condizione ideale.

II
I primi tempi, protestavo quando definivano sperimentale la musica che proponevo.
Secondo me i compositori sanno perfettamente quello che fanno, e gli esperimenti sono quelli che hanno tentato prima di completare l’opera.
Il compositore conosce il suo brano come il taglialegna conosce il sentiero che ha risalito tante volte, mentre invece l’ascoltatore si trova di fronte alla medesima opera all’improvviso, come ci si può imbattere in una pianta mai vista in un bosco.

III
Il divenire del suono, il suo divenire, impellente, unico, ignaro di teoria e storia, oltre l’immaginazione, centro di una sfera senza superficie, non conosce ostacoli, si trasmette con energia. Non puoi sfuggire alla sua azione. Non esiste come gradino all’interno di una serie discreta, bensì come trasmissione in tutte le direzioni dal centro del campo. È inestricabilmente sincrono con tutti gli altri, suoni o non suoni, i quali non suoni, captati da sistemi diversi dalle orecchie, operano alla medesima maniera. Un suono non ottiene nulla; eppure senza di esso la vita non durerebbe oltre l’istante.
L’azione attraverso cui il suono incide e’ teatrale, inclusiva e volutamente priva di finalità. Il teatro avviene di continuo, e avviene che evolve, e ogni essere umano è nella posizione ideale per la ricezione.
La musica, come separazione immaginaria dell’udito dagli altri sensi, non esiste!

IV
E da qui come procediamo? Verso il teatro. Perché è l’arte che somiglia alla natura, più della musica. Abbiamo occhi quanto orecchie, e finché siamo vivi siamo tenuti ad adoperarli.
E qual è lo scopo dello scrivere musica? Ovviamente, un primo scopo è non impicciarsi di scopi bensì di suoni. Oppure la risposta può assumere la forma di un paradosso: un’intenzionale mancanza d’intenti o un gioco senza scopo. Però questo gioco sarà un’affermazione della vita, non un tentativo di ricavare l’ordine dal caos e nemmeno di suggerire miglioramenti nell’attività creativa, ma semplicemente una maniera di risvegliarci alla stessa vita che stiamo vivendo, che sarebbe straordinaria se soltanto riuscissimo a escludere la mente e i desideri, lasciando che scorra come vuole.

V
Il suo divenire [del suono], impellente, unico, ignaro di teoria e storia, oltre l’immaginazione, centro di una sfera senza superficie, non consente ostacoli, si trasmette con energia. Non puoi sfuggire alla sua azione. Non esiste come gradino all’interno di una serie discreta, bensì come trasmissione in tutte le direzioni dal centro del campo. È inestricabilmente sincrono con tutti gli altri, suoni o non suoni, i quali non suoni, captati da sistemi diversi dalle orecchie, operano alla medesima maniera.

VI
L’azione che incide è teatrale, inclusiva e volutamente priva di finalità. Il teatro avviene di continuo, e avviene che evolve, e ogni essere umano è nella posizione ideale per la ricezione.

VII
La grazia forma un binomio inscindibile con la chiarezza della struttura ritmica. Insieme intrattengono un rapporto simile a quello tra anima e corpo. La chiarezza è fredda, matematica, disumana. La grazia è calda, incalcolabile, umana, opposta alla chiarezza e simile all’aria. Qui non sto parlando di grazia come sinonimo di grazioso, ma per alludere al gioco con e contro la chiarezza della struttura ritmica. Le due cose sono sempre compresenti nelle migliori opere delle arti del tempo, infinitamente, e fecondamente contrapposte.

VIII
Lo scopo della musica è edificante perché di tanto in tanto fa lavorare l’anima. L’anima è l’agglutinante di elementi disparati (Meister Eckhart) e il suo lavorio ti riempie di pace e amore.

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