Il ruolo dei cattivi

14 Lug

Non mi trovavo in un posto dove, come avevo pensato, ci sarei stato io e nient’altro. Purtroppo le cose stavano molto peggio di così; nel silenzio avvertii che lì c’era altra gente. Forse due o tre persone. Dovevano essersi svegliate, e ora sentivo la loro presenza. Il loro respiro. Rimasi fermo. Mi abituai all’oscurità, e riuscii a vedere meglio. Erano in due. Se ne stavano stesi su delle brande alla mia destra. Uno sopra e uno sotto. Sulla parete in fondo c’era una finestra con i ferri, murata quasi interamente. Dalla parte alta entrava la notte, rovesciandosi per terra. Come l’acqua quando trabocca da un lavandino pieno. Poi uno dei due lì dentro ruppe quel silenzio. – Mettiti a letto, – disse.

Mi convinsi ancora di più che la nostra vita poggiasse sul presupposto che gli altri fossero fondamentalmente tutti uguali. Il che poteva anche essere vero. Nessuno di quegli altri sei tu, mi dicevo, e questo fa sì che loro siano tutti altro rispetto a te. Tutti la stessa cosa: uguali fra loro perché ugualmente diversi da ciascuno di noi. Eppure gli altri erano una categoria importante, di sicuro più di noi, e per un motivo ben preciso: quando ero venuto al mondo gli altri c’erano già. Ormai lo intuivo con una certa chiarezza. Li avevo visti intorno a me neonato nelle fotografie. E quando moriremo gli altri ci sopravviveranno, mi dicevo. Quando era morto qualcuno che conoscevo non eravamo mica morti tutti, solo lui. E sarebbe stato così anche per ciascuno di noi. Quibndi gli altri erano una cosa molto più grande. Il mondo era loro.

Il nuovo banco che ci diedero non funzionava affatto bene. Non era un vero tappeto volante. E poi la cosa che ci dava fastidio era che avessero voluto metterlo proprio al posto di quello precedente. Ma i cattivi fanno così, c’era scritto pure sui libri di storia: quando arrivano a casa tua, costruiscono il loro tempio proprio sul tuo che hanno distrutto.

Sandro Bonvissuto, Dentro, Einaudi, 2012

Sandro Bonvissuto riceve oggi il “Premio Lo Straniero”, promosso dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi.

L’autore interviene a Radio Gun Gun (Piazza Ganganelli, ore 18.30) all’interno della puntata “Il teatro al tempo della crisi” (14 luglio 2012).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...