“Come le lucciole, una politica delle sopravvivenze”

12 Lug

Georges Didi-Huberman, Come le lucciole, una politica delle sopravvivenze, Bollati Boringhieri, Torino, 2009.

“È evidente che (…) le lucciole formano una comunità anacronistica e atopica. Tuttavia sono di grande attualità, probabilmente sono perfino al centro delle nostre moderne problematiche scientifiche (…) Sarebbe criminale e stupido mettere le lucciole sotto un riflettore credendo di poterle osservare meglio. E non serve a nulla studiarle avendole prima uccise, trafitte con uno spillo e fissate su un tavolo da entomologo, od osservate come se fossero cose antichissime prigioniere nell’ambra da milioni di anni. Per conoscere le lucciole, bisogna vederle nel presente della loro sopravvivenza: bisogna vederle danzare vive nel cuore della notte, anche se quella notte viene spazzata via da qualche feroce riflettore. (…) l’animata danza delle lucciole ha luogo proprio nel cuore delle tenebre. E non è altro che una danza del desiderio che dà vita a una comunità”.

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