Memorie dal sottosuolo • Fausto Malcovati

11 Lug

Il teatro raccontato da spettatori speciali
23 aprile 2012 • Lavatoio, Santarcangelo

L’incontro con Fausto Malcovati è stata una cavalcata appassionata tra i dietro le quinte della Storia. Malcovati ha deciso di non scegliere uno spettacolo preciso, ma di guardare alla trasmissione della memoria dei grandi maestri russi. È stata l’occasione per riflettere su come si ricompone la Storia a partire da una ricerca forsennata dei primi testimoni, degli scritti segreti, dei documenti inediti, con particolare attenzione a Giorgio Kraiski.

“Il mio sottosuolo? I grandi maestri della regia russa dell’inizio del XX secolo. Li ho scoperti prima qui, in Italia, quando ero ragazzo con le poche traduzioni dei testi di Stanislavskij (il mitico Lavoro dell’attore tradotto per Laterza nel 1956 da Gerardo Guerrieri, grande appassionato di teatro russo, consulente di Luchino Visconti per la Russia) e di Mejerchol’d (una stimolante antologia degli Editori Riuniti uscita nel ‘62, curata da Giovanni Crino, pseudonimo, usato per non aver grane con l’ambasciata sovietica, di Giorgio Kraiski). Poi è cominciata la mia grande avventura moscovita: all’inizio degli anni Sessanta il nome di Mejerchol’d era ancora tabù, di Stanislavskij si parlava nel modo più noioso, tradizionale, aberrante. Bisognava allora rintracciare i testimoni degli anni Venti e Trenta, che avevano visto e conosciuto i Maestri, li avevano amati ed erano stati costretti dai poliziotti staliniani a ignorarli, rinnegarli: ma conservavano gelosamente documenti, ricordi, fotografie, vecchie carte, stenogrammi. Un tesoro inestimabile che cominciò ad affiorare nel 1968 con una raccolta di articoli e discorsi di Mejerchol’d, curata da Aleksandr Fevral’skij, che con lui aveva lavorato e di lui sapeva tutto, aveva taciuto per quasi trent’anni per poi indicare a noi, giovani studiosi che nei loro paesi potevano dire tutto, tradurre tutto, quali testi erano più importanti, più significativi, più censurati. E con lui Konstantin Rudnickij, e gli ultimi allievi di Vachtangov, che, anche loro, raccontavano le omissioni imposte dai redattori sovietici ai testi del Maestro. Personaggi straordinari, scoperte emozionanti sullo sfondo della cupa, grigia atmosfera brezneviana”.

Seguendo i tanti fili che si intrecciano della memoria recuperiamo un frammento audio del convegno organizzato dal Festival di Santarcangelo nel 1982: L’eredità di Mejerchol’d, in omaggio ad Angelo Maria Ripellino. A introdurre il convegno proprio Giorgio Kraiski:





L’incontro con Fausto Malcovati fa parte di Memorie dal sottosuolo. Il teatro raccontato da spettatori speciali, ciclo di incontri nato da una domanda essenziale che la direzione artistica del festival ha rivolto a particolari figure della scena nazionale: quale spettacolo ti ha cambiato la vita di spettatore?

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