Cinque domande su “Ads”

10 Lug

Under the Radar: Five Questions About ‘Ads’
di Erik Piepenburg

Sono presenti tutti i tratti distintivi degli spettacoli di Richard Maxwell: le pause silenziose, i monologhi piatti senza inflessioni, il set minimale. Manca solo una cosa: gli attori. Nel suo nuovo lavoro Ads (inizialmente commissionato dal Performance Space 122 di New York e presentato al Coil Festival e all’Under the Radar Festival) Maxwell usa l’immaginario del video invece di attori sulla scena per raccontare una storia. In verità, sono diverse storie: lo spettacolo consiste in una collezione di video di persone in piedi su un podio improvvisato che riflettono sulla condizione di genitore, sulla sanità negli ospizi, sulle frustrazioni di Facebook e sulle tematiche quotidiane.
“Le persone mi chiedono ‘Cosa intendi, quando dici che si sta facendo teatro?'” racconta Maxwell. “Tu fai teatro quando metti le cose su un palco. Questo è il nostro approccio clandestino”. In un’intervista, Maxwell parlava dell’utilizzo del video, di cosa vuol dire “credere” nel potere del branding. Ecco qui alcuni stralci della conversazione.

D: Come hai raccolto il materiale per questo spettacolo? Cosa stavi cercando?
R: Ho chiesto alla gente di scrivere in cosa credeva e abbiamo poi filmato queste persone mentre leggevano le loro risposte davanti a una videocamera. Avevo due clausole. La prima richiedeva la massima sincerità dei protagonisti. La seconda era che non avevano più di 5 minuti per parlare. Abbiamo uno spaccato piuttosto ampio di newyorkesi. La mia speranza era che dando loro 5 minuti, si sarebbero dovuti sedere e concentrarsi bene sulla loro risposta, così da tirare fuori quello che era veramente importante. Penso che questo sia il punto cruciale della pièce.

D: Cosa ne pensi delle risposte delle persone?
R: Sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che c’era una bella varietà di convinzioni, o di assenza di convinzioni. Le persone sono tornate da me e mi hanno chiesto “È questo quello che vuoi?” ma io rispondevo “È quello che vuoi tu”. Era come un ballo.

D: Cosa succede dietro le scene? Che tipo di tecnologie stai utilizzando?
R: Questa non è una proiezione diretta. Usiamo una vecchia tecnica teatrale chiama “Il fantasma di Pepper”. Un pezzo di vetro sul palco raccoglie il riflesso di un’immagine, o di una persona, dando così l’illusione della profondità. Lo usavano per rappresentare il fantasma del padre di Amleto. Lui è sul palco, ma lo è veramente? In questo caso è un video proiettato.

D: Come contestualizzeresti questo spettacolo all’interno del tuo excursus produttivo? È un’evoluzione naturale?
R: È una partenza necessaria. Mi permette di vedere cosa riesce a dare il teatro rispetto alle altre forme di arte. Quest’idea ha iniziato a prendere forma quando ho letto No Logo di Naomi Klein. Nel libro lei formula una critica ben articolata dell’economia del marchio che ci circonda. Parla del fatto che il nostro spazio è continuamente usurpato da interessi privati, da pubblicitari assetati. Noi indossiamo i marchi ma permettiamo anche che rappresentino la nostra forma e la nostra identità. Ho invitato la gente a creare questi “Ad”, questi annunci, con lo scopo di riprendersi lo spazio come individui. Possiamo farlo? Sì, se diamo alle persone questo spazio/tempo.

D: Se ti chiedessero la stessa domanda – in cosa credi? – come pensi che risponderesti?
R: Sono molto autocritico. Forse uno dei motivi per cui ho realizzato questo spettacolo era proprio quello di fuggire dalla mia testa e sentire le voci degli altri, tanto per cambiare.

[traduzione dall’inglese di Michelle Davis]

Santarcangelo •12

Ads (Santarcangelo)
Teatrino della Collegiata
da ven 13 a ven 20 • ore 19.00, 22.00
sab 21 • ore 19.00, 21.00, 23.00
progetto speciale
prima assoluta

Incontro con Richard Maxwell
Teatrino della Collegiata
sab 14 • ore 23.00
coordina Piersandra Di Matteo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...